LA NOSTRA STORIA

La storia di Isabella Vellucci, del rifugio “Le Orme”. Da sempre sono amante dei cani, non scherzo se dico fin da bambina, quando col fazzoletto per soffiarmi il naso tamponavo la ferita alla zampa di un cane. Ho sempre avuto un’anima stra-cinofila e questo mi ha portato, nel tempo, ad un’avventura che ha di amaro e di stupendo.

Nel 2001, stanca di salvare cani “a metà”, lasciandoli a malincuore per strada anche se erano feriti o nel pericolo, pur non avendo un lavoro fisso, cominciavo a raccogliere i primi cani che incontravo sulla mia strada perché avessero un posto sicuro dove stare: ognuno di loro ha avuto una storia particolare. Di cani nella mia zona, in Ciociaria (provincia di Frosinone), purtroppo se ne vedevano e se ne vedono molti per strada per la mancanza di sensibilità, per la noncuranza totale dei Comuni nei confronti del problema randagi e per l’assenza di una politica a favore della sterilizzazione. I primi 11 cani furono ricoverati in un giardino di una casa antica di un mio amico che gentilmente me l’aveva ceduta temporaneamente.

L’inizio di questa mia attività ha coinciso (casualmente?) con la latitanza del mio Comune di residenza, nel senso che, pur avendo stipulato una convenzione con il canile di Palestrina “Fattoria di Tobia”, cercava di far accalappiare meno cani possibili o quasi niente per non pagare, mentre per quelli che erano già presso quella struttura la vita diventava un po’ complicata perché l’Amministrazione pagava a singhiozzi e molto molto lentamente. Una voce infondata messa in giro non so da chi mi vedeva addirittura proprietaria di un canile convenzionato con il Comune del mio paese, Ferentino, in provincia di Frosinone e questo ha cominciato a produrre abbandoni davanti il cancello di questa casa abbandonata che io utilizzavo. Avvisai il Comune di questo dilagare di abbandoni chiedendo che comunque venissero a prendere i cani per portarli presso la loro struttura di riferimento, ma molto spesso, con scuse varie, hanno cercato di farli rimanere da me. Avvertivo il Sindaco di questa situazione che andava degenerando e lui, dimostrando di volermi venire incontro, mi disse che la convenzione con il canile di Palestrina era quasi in scadenza e che, vista la mia buona volontà, sarebbe stato felice di affidare a me la gestione di un canile comunale che aveva intenzione di costruire. La mia ingenuità mi ha portato a credere alle sue parole e a collaborare con loro per casi estremi (cani morsicatori, cagne gravide o cuccioli piccolissimi) a cui ho evitato il ricovero in canile e a cui, nella maggior parte dei casi, ho trovato una famiglia adottiva.

Nel frattempo il mio amico mi richiedeva indietro la casetta che per me era stato un prezioso quartier generale ed ero costretta a trovare velocemente un altro luogo utile, ma i cani, nel frattempo, erano diventati circa 25. Così trovavo un pezzo di terra in affitto (oggi per occupare 300 metri pago 100 € al mese), ma c’erano delle abitazioni non molto distanti. Avvisavo il Sindaco di questa scelta per me obbligata perché non avevo trovato altro e lui mi rassicurava sul fatto che ci sarebbe stata un’intesa nell’arco di un anno o 2, quando la convenzione avrebbe avuto termine. Cosciente che la cosa stava crescendo e diventando più grande di me, ho provveduto a regolarizzarmi in parte, dando vita ad un’associazione di volontariato contro il randagismo “Le Orme”, inizialmente iscritta solo all’Agenzia delle Entrate, in seguito anche nell’albo della Regione Lazio come ONLUS, di cui diventavo volente o nolente Presidente.

Procedevo a dei lavori sul terreno, realizzando box grandi con reti elettrosaldate e paletti e pavimento in cemento, chiedendo regolare permesso al Comune con la presentazione della D.I.A.: nessun vigile mai è venuto a fare un sopralluogo……Nel 2006, scaduta la convenzione con il canile di Palestrina, tornavo alla carica inviando al Sindaco richiesta di terreno in comodato d’uso così come previsto dalla legge regione Lazio n. 34 del 21/10/1997, art. 6 comma 1 e 2, per la quale ancora oggi attendo risposta!!!!! Il Comune, nel frattempo, stipulava nuova convenzione con lo stesso canile, stavolta forfettaria, nel senso che non si sarebbe pagato tanto a cane, ma un tot cifra fino a 70 cani, poi allo scatto del 71° cane sarebbe iniziato il pagamento di una certa somma giornaliera per ogni cane. Delusa, amareggiata e scottata da questo volta spalle del Comune e soprattutto dallo stile della convenzione dal sapore alquanto illegale, iniziavo una battaglia di richieste e di articoli contro il Comune. Ho tentato anche di avere copia della convenzione in questione, ma ne ho ricevuto solo una copia parziale, a cui mancavano tutti i dati più importanti. I Vigili Urbani, da tempo, a chiunque chiamasse per disfarsi di un cane, fornivano il mio numero di cellulare e questo ha portato ad un’escalation di abbandoni di cani presso la mia struttura, soprattutto malati e cagne incinte.

Nel frattempo, il canile di Palestrina, avendo superato da un pezzo i famosi 70 cani, chiedeva il pagamento extra al Comune che invece cominciava a diventare insolvente, tant’è che alla fine il canile c’era ma non prendeva più cani perché non sapeva come sfamarli (stiamo parlando di ben 300 cani). Secondo voi dove andavano i non accalappiati se non da me???????…… Nel peggiore dei casi la gente si faceva giustizia da sé avvelenando le povere bestiole. I residenti della zona dove mi trovavo con i cani mi invitavano a fare qualcosa per evitare il disturbo nelle ore notturne dovuto all’abbaiare dei cani, ma io spiegavo loro tutta la storia precedente e gli accordi mancati con il Sindaco, chiarendo che non avevo possibilità alcuna di comprare un terreno e spostarmi altrove se non con l’aiuto del Comune che poteva darmi un terreno in comodato. Con il supporto di un tecnico avevo individuato 2 o 3 terreni con i requisiti necessari alla realizzazione di un rifugio per cani, ma il Comune non mi ha mai concesso nulla, inventando ogni volta scuse diverse e lasciando che la barca continuasse ad andare……

Il vicinato, stanco del perdurare di quella situazione, mi denunciava alla Questura di Frosinone per maltrattamento di animali, pur di mandarmi via. La ASL veniva a fare un sopralluogo senza riscontrare alcun maltrattamento tant’è che redigeva una relazione positiva; l’unico neo il fatto che i cani non erano stati microchippati. Spiegavo che per me, che ero sola ad affrontare economicamente tutto, far apporre i microchip era risultato difficile in un periodo in cui scarseggiava anche il cibo ( 20 € a cane per circa 65 cani!!!!). Ho sempre fronteggiato tutte le spese da sola, col mio stipendio, ma quando le spese sono maggiori o quando ho spese mie personali, i debiti cominciano a lievitare…….Così mi veniva inflitta dalla ASL una multa di 7.436 € per mancata apposizione dei microchip; si è arrivati a questa somma gigantesca perché secondo la ASL c’era reiterazione. Contro tale multa presentavo ricorso entro 60 gg., consegnato nelle mani del Sindaco che, in base all’articolo 18 della legge nr. 689 del 24/11/1981, poteva annullarla o ridurla notevolmente. Il Sindaco mi rassicurava che avrebbe fatto il possibile, ma io, a distanza di circa un mese, ricevevo intimazione di pagamento dall’ufficiale giudiziario…….Non sono certo rimasta a guardare: ho fatto ricorso contro questa multa e ancora oggi, dopo molte udienze presso il Giudice di Pace, attendo ancora una sentenza……..

A distanza di 6 mesi, senza fornire motivazioni sul verbale, la ASL interveniva nuovamente presso la mia struttura, questa volta per procedere al sequestro. Il Sindaco ovviamente non muoveva un dito e lo convalidava tranquillamente. Senza perdermi d’animo, convinta che se esiste giustizia deve essercene anche per gli animali che non sanno difendersi da soli, facevo ricorso al TAR di Roma contro questo sequestro. Un avvocato romano eccezionale preparava per me un ricorso che convinceva il TAR a far restare i miei cani al loro posto, con me come custode.

Questo è stato l’ultimo atto giudiziale contro di me, anche se di denunce a mio carico ne fioccano da tutte le parti ancora oggi perché i residenti della zona sono al limite, ma il loro errore è stato quello di inveire contro di me, quando se qui c’è un colpevole è proprio il Sindaco e il suo menefreghismo e pressappochismo. La ciliegina sulla torta è che mentre io ho sfamato, curato, provveduto e fatto adottare i miei ospiti facendo quello che il Comune non ha fatto e pagando spese che non erano di mia competenza ma del Comune, il medesimo, di fretta e furia, finita la convenzione con Palestrina e dopo aver pubblicato per ben due volte un bando di gara vergognoso per l’affidamento dei cani randagi a cui nessuno rispondeva per l’esiguità della somma giornaliera da destinare a cane (1,85 € al giorno!!!!!, tutto compreso!!), stipulava convenzione con un canile, udite udite, dell’Aquila!!!!! Le informazioni da me avute circa questa struttura, fornitemi dal responsabile di un’importante associazione nazionale sono terrificanti…….. questo racconto solo per fare chiarezza su tutta la situazione che mi riguarda. Cosa dire di nuovo? Nulla. Io, attualmente, sono piena di debiti perché pur essendoci di nuovo un canile di riferimento dove comunque i cani vanno a morire o a soffrire, si fa del tutto per non inviare cani per risparmiare…e sono contenta che ci vadano pochi cani in Abruzzo visto che fa schifo, ma tutto si ripercuote su di me. In una settimana ho trovato presso il mio rifugio 2 cucciolate, una anche con mamma, e le richieste di persone che devono disfarsi di cani è continua sul mio cellulare. Qui è emergenza tutti i giorni, per un motivo o per un altro. Vorrei dare risposte a tutti, sto mettendo anche cani sui lampadari, mi sto operando per le adozioni anche nel nord Italia, ma i costi sono diventati troppi e non ce la faccio a sopportare questo peso economico. Non ho aiuti di nessun tipo: il Comune distribuisce una miseria ogni anno solo alle associazioni amiche dell’amministrazione che mettono su due progettini tanto per ricevere qualcosa. C’è qualcuno che ogni tanto mi porta qualche sacco di crocchette, ma niente di più. L’unica consolazione è che i veterinari mi consentono di pagare un po’ alla volta, ma i loro conti stanno diventando troppo esagerati……io stessa rimango senza un minimo del mio stipendio molto prima che possa arrivare il successivo e sono costretta a privarmi anch’io di ciò di cui ho bisogno. Non voglio fare la vittima perché so che tanti altri si sacrificano come me, ma la situazione ora si è fatta veramente drammatica. Ho paura di non poter far fronte alle necessità come prima; mi sto anche dando da fare per fare un secondo lavoretto, ma non si trova granchè…….Ho bisogno di tante cose e non ho possibilità di procurarmele…… Qualche giorno fa ho ricevuto la visita della Guardia Forestale e temo che la macchina complicata della legge si rimetta di nuovo in moto contro di me e contro i miei cani (non certo contro il Sindaco); ho paura di doverli perdere per mandarli nella struttura abruzzese e questo vorrebbe dire che tanti anni di sacrifici fisici ed economici da parte mia non sarebbero serviti a niente.

La Forestale mi ha avvertito informalmente che dopo le vacanze di Natale avrebbero proceduto al sequestro, così tutto ricomincerà, ma essendo la seconda volta, non so se riuscirò ad evitare ai miei cani il canile lager abruzzese. Sto lavorando anima e corpo per le adozioni, per dar loro un destino migliore. Pubblico i miei cani su Internet e mi faccio aiutare da volontari del posto per i controlli pre-affido; partono regolarmente sterminati, vaccinati e microchippati e considerando queste spese più quelle per la staffetta, ogni volta, per ogni cane, ci vogliono 50 – 60 €. Non nascondo che a volte ho ritardato la partenza proprio per motivi economici…… Il mio obiettivo è solo dare una casa ai cani presenti nel mio rifugio, così che abbia un senso quello che ho fatto finora.

Liberare un posto al rifugio significa poter dare la possibilità ad un altro di essere curato, salvato, adottato……..

Grazie per quanto vorrete e potrete fare.

Un caro saluto animalista

Isabella Vellucci

Via S. Agata n. 4

Ferentino (FR)

03013

Cell. 339 – 4469690

[email protected]

Presidente dell’Associazione ONLUS “Le Orme”

Dobbiamo assolutamente riprendere il discorso dall’udienza del 14 dicembre durante la quale circa 28 testimoni (nemmeno Totò Riina credo ne abbia avuti così tanti) erano pronti a dire tutto e di più contro di me e la mia struttura che ospitava i cani. Il Giudice è rimasto alquanto sorpreso da questa partecipazione esagerata dei residenti della zona e ha chiesto a tutti di usare il buon senso e di darmi il tempo necessario per portar via tuti i cani. All’udienza del 25 maggio informavo il Giudice che già qualche cane era stato tolto ma che avevo bisogno di altro tempo per cercare stalli o pensioni. Devo dire che le nostre richieste di aiuto si sono perse nel marasma generale di emergenze del mondo animalista e sono rimaste inascoltate, ma siamo ormai abituati a questo……su 29 cani in difficoltà abbiamo trovato stallo solo per 5 e tutti gli altri sono stati ricoverati in pensioni con aggravio di spese a mio carico, essendo l’unica che finanzia da anni il rifugio e i cani ospitati. L’ingente somma da sborsare per le pensioni ci portava a creare l’evento su facebook “Tendi una zampa”, cioè cercare padrini o madrine disposti a finanziare, secondo le loro possibilità, la permanenza dei nostri cani in pensione, fino ad adozione o spostamento nel nuovo rifugio. Qualcuno ha trovato finalmente casa, ma la maggior parte aspettano in pensione……………Durante il mese di giugno ho sostenuto spese molto onerose per spostare i cani, con la mia automobile, nei vari luoghi dispsoti ad accoglierli. Così all’udienza del 28 giugno, rendevo edotto il Giudice che ormai nello pseudo rifugio, o piuttosto quello che ormai ne rimaneva, erano presenti solo 3 cani, due malati di leishmania e  uno cieco che sarebbero stati spostati nel giro di poco. Il Giudice prendeva atto dello sforzo immane di spostare in modo massiccio un così alto numero di cani e archiviava il processo estinguendo il reato penale con una multa di € 154,00. Questo è tutto, al 26 luglio 2011; sola ho iniziato, sola ho continuato, sola ricomincio da zero con il nuovo rifugio……..Ovviamente il pensiero attuale è quello di velocizzare i lavorinel nuovo rifugio  per riportare i cani da me, ma purtroppo bisogna aspettare i tempi tecnici e legali e soprattutto gli aiuti economici. Voglio guardare al futuro con grande ottimismo, convinta che chi lotta con passione e tenacia per il suo sogno, prima o poi lo fà diventare realtà……………….!!!!!!!!!

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Dipartimento  Italiano diritti animali

www.dirittoanimale.altervista.org

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